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Fintech

Nell'intervista rilasciata a Milano Finanza il 02-06-2018, da Mauro Masi, il nuovo presidente di Igea Banca, interviene sull'argomento Fintech in Italia, tracciando una analisi sui cambiamenti relativi alla fornitura di servizi e prodotti finanziari attraverso le più avanzate ed innovative tecnologie dell'informazione. 

Analizzando la composizione di questo comparto e la sua crescita negli ultimi anni, Masi ha affermato:

"Il 40% delle iniziative Fintech in Italia è legato alla raccolta di fondi online, quindi sostanzialmente crowdfunding; attività che hanno movimentato, nel 2017, circa 200 milioni di euro (dati Abi Lab). Molti segnali provenienti dagli intermediari e dai consumatori hanno confermato l'attenzione in Italia per questo tipo di iniziative, tanto che autorevoli esperti (non solo italiani) ipotizzano che il paese possa diventare un motore per l'innovazione nel comparto,

Il crowdfunding si può suddividere in due grandi categorie: equity e reward. Nel primo caso singole persone fisiche (ma anche investitori professionali o istituzionali) tramite una piattaforma internet, aderiscono direttamente a un appello alla raccolta di risorse per un progetto imprenditoriale dietro remunerazione del loro investimento. Questo tipo di intervento si traduce come una partecipazione diretta ad una società e al suo progetto. 

Il reward crowdfunding è invece un modello di finanziamento dal basso che viene spesso assimilato a una prevendita (pre-setting o pre-ordine) di un prodotto o di un servizio. Le rilevazioni più aggiornate segnalano l'esistenza di 36 portali attivi in Italia nel modello reward con oltre 8.300 progetti pubblicati. È  interessante notare che questo tipo di attività non è solo veicolo di raccolta di risorse finanziarie ma anche strumento per valutare il grado di sostegno a un progetto o ad un'idea. Insomma una sorta di test."

Determinata l'attualità di questa tipologia di iniziative e soprattutto il reale peso che stanno assumendo nell'economia, l'attenzione si sposta sull'aspetto della regolamentazione normativa che al momento, a livello europeo, non abilita il decollo di tali forme di finanziamento:

"Naturalmente, come per tutti gli strumenti innovativi, il crowdfunding presenta tutta  una serie di problemi; il principale è quello di una regolamentazione scarsa e poco coerente. L'Italia è stata uno dei primi Paesi al mondo a dotarsi di una normativa specifica (in particolare si veda il Regolamento Consob del giugno 2013) seguita da alcuni Paesi dell'Unione Europea che hanno adottato regolamentazioni tra loro piuttosto difformi tanto che lo scorso 8 marzo la Commissione Ue ha proposto un Regolamento che tenda a uniformare la normativa europea istituendo, tra l'altro, un marchio Ue per le piattaforme di crowdfunding.

Se il regolamento sarà approvato e in tempi ragionevolmente brevi si riuscirà a creare, almeno a livello comunitario, un  mercato integrato di servizi di crowdfunding, la cosa potrebbe preludere al decollo definitivo di uno strumento che già ora appare molto gradito agli italiani."

 

 

Fonte: Milano Finanza, Con un regolamento UE il crowdfunding può decollare, 02/06/2018.